Vi  sono due sostanze del silenzio: una positiva, nutriente, e l’altra negativa, letale. La prima è il silenzio come attenzione vigile che va riconquistata: la seconda è la censura, l’imposizione. In questo secondo caso il silenzio è il brusio che caratterizza la democrazia rispetto alla cappa dei regimi.

La mancanza di silenzio oggi è una patologia sociale. La rende evidente l’invadenza della musica in ogni luogo che frequentiamo: nei negozi, dal dentista, e soprattutto nei ristoranti. Così associata al banchetto (che, per antonomasia, dovrebbe essere un momento di comunicazione), ne deturpa la natura impedendo il colloquio. Così usata, la musica è un’aggressione che gli altri ci impongono per riempire il loro horror vacui, senza che, peraltro, nessuno l’ascolti.

Ma è il silenzio l’asse normale della nostra vita, mentre il rumore ci impone una situazione psichica di perenne distoglimento.

Valerio Magrelli, poeta

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