Sono un figlio del secolo un figlio della mancanza di fede e del dubbio e lo sono fino al midollo. Quanti crudeli tormenti mi è costato e mi costa tuttora quel desiderio della fede che nell’anima mi è tanto più forte, quanto più sono presenti in me motivazioni contrarie!
Tuttavia Dio talvolta mi manda momenti, nei quali mi sento assolutamente in pace. In tali momenti io ho dato forma in me ad un simbolo di fede, nel quale tutto è per me  chiaro e santo. Questo simbolo è molto semplice, eccolo. Credere che non c’è nulla di più bello, di più profondo di più ragionevole, di più profondo e di più perfetto di Cristo e con fervido amore ripetermi che non solo non c’è, ma non può esserci: Di più.
Se qualcuno mi dimostrasse che veramente la verità  non è in Cristo, beh, io preferirei lo stesso restare con Cristo piuttosto che con la verità.
Fëdor Michajlovic Dostoevskij, lettera a Natalia Fonvizina , 1854
Tutte queste discussioni su Cristo sono possibili e il mondo è pieno di esse e a lungo ancora ne sarà pieno. Ma io e voi, Satov, sappiamo  che sono tante sciocchezze, che Cristo-uomo non è il Salvatore e fonte di vita…e che la pace per l’uomo, la fonte della vita e la salvezza dalla disperazione per tutti gli uomini, la condizione “sine qua non”  e la garanzia per l’intero universo si racchiudono nelle parole il Verbo si è fatto carne, e la fede in queste parole…
Fëdor Michajlovic Dostoevskij, dai “ Taccuini per i demoni”
Si corre, si strepita, si picchia, ci si affretta per la felicità, dicono, dell’umanità!
“Nell’umanità tutto è strepito e industria, manca la pace spirituale” si lamenta un pensatore che vive in ritiro.
“Sia pure, ma il clangore dei carri che portano il pane all’umanità che muore di fame è meglio della pace spirituale” gli risponde vittorioso un altro pensatore, gran viaggiatore allontanandosi da lui con aria di superiorità. Io, abominevole Lebedev, non credo ai carri che portano il pane all’umanità! Perché i carri che portano il pane a tutta l’umanità, se non sono guidati da una forza morale possono impietosamente escludere dal godimento del loro carico gran parte dell’umanità, come è già accaduto.
Fëdor Michajlovic Dostoevskij
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