Ricordati, o Signore della parola che hai dato al tuo servo, nella quale mi hai dischiuso la speranza (Sal 118,49).
La parola di Dio ci scuote dal nostro stato di abbattimento e depressione per chiamarci alla grazia celeste, facendo sorgere in noi il desiderio dell’eternità, il disprezzo delle cose presenti e la ricerca di quelle future e invisibili, senza curarci di ciò che è temporaneo. Ci chiama dunque a sé, la parola di Dio, come sta scritto: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11,28).
Seguiamo dunque il Signore Gesù che ci chiama, per poter passare dalle cose del mondo a quelle eterne e imparare a dominarci.

S. Ambrogio Commento al Salmo 118, 7,2

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