PASSATO
I RICORDI,
QUESTE OMBRE TROPPO LUNGHE DEL NOSTRO BREVE CORPO, QUESTO STRASCICO DI MORTE CHE NOI LASCIAMO VIVENDO
I LUGUBRI E DUREVOLI RICORDI, ECCOLI GIÀ APPARIRE: MELANCONICI E MUTI
FANTASMI AGITATI
DA UN VENTO FUNEBRE
E TU
NON SEI PIÙ CHE UN RICORDO. SEI TRAPASSATA
NELLA MIA MEMORIA.
ORA SÌ, POSSO DIRE CHE
CHE M’APPARTIENI
E QUALCHE COSA
FRA DI NOI È ACCADUTO IRREVOCABILMENTE.
TUTTO FINÌ, COSÌ RAPITO! PRECIPITOSO E LIEVE
IL TEMPO CI RAGGIUNSE.
DI FUGGEVOLI ISTANTI
ORDÌ UNA STORIA
BEN CHIUSA E TRISTE. DOVEVAMO SAPERLO
CHE L’AMORE
BRUCIA LA VITA
E FA VOLARE IL TEMPO.
GIÀ LO SENTIMMO VENIRE NEL VENTO D’AGOSTO,
NELLE PIOGGE DI SETTEMBRE TORRENZIALI E PIANGENTI

AUTUNNO
E UN BRIVIDO PERCORSE LA TERRA CHE ORA, NUDA E TRISTE, ACCOGLIE UN SOLE SMARRITO. ORA CHE PASSA E DECLINA,
IN QUEST’AUTUNNO CHE INCEDE CON LENTEZZA INDICIBILE,
IL MIGLIOR TEMPO
DELLA NOSTRA VITA
E LUNGAMENTE CI DICE ADDIO.
NON SO DOVE I GABBIANI ABBIANO IL NIDO,
OVE TROVINO PACE.
IO SON COME LORO
IN PERPETUO VOLO. LA VITA LA SFIORO

GABBIANI
COM’ESSI L’ACQUA
AD ACCIUFFARE IL CIBO.
E COME FORSE ANCH’ESSI AMO LA QUIETE,
LA GRAN QUIETE MARINA,
MA IL MIO DESTINO
È VIVERE BALENANDO IN BURRASCA.

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