“Guardate, una delle più gravi malattie una delle più gravi, eredità patologiche lasciate dal fascismo all’Italia è stata quella del discredito delle leggi: gli italiani, hanno sempre avuto assai scarso, ma lo hanno quasi assolutamente perduto dopo il fascismo, il senso della legalità, quel senso che ogni cittadino dovrebbe avere del suo, dovere morale, indipendente dalle sanzioni giuridiche, di rispettare la legge, di prenderla sul serio; e questa perdita del senso della legalità è stata determinata dalla slealtà del legislatore fascista, che faceva leggi fittizie, truccate, meramente figurative, colle quali si industriava di far apparir come vero attraverso l’autorità del legislatore ciò che in, realtà tutti sapevano che non era vero e non poteva esserlo.
Vi è un esempio caratteristico nella legislazione fascista, che bisognerebbe mettere in una cornice: voi ricorderete (perché tutti  abbiamo fatto questa trista esperienza) come era regolata nell’Italia fascista, quando si temeva che cominciasse la folle guerra che poi cominciò, la difesa antiaerea, e la difesa antigas.
Ricorderete la faccenda delle maschere antigas; se ne vedeva ogni tanto una per modello, ma in commercio non c’erano, e nessuna autorità ne aveva per distribuirle: orbene, il 27 luglio 1938 fu pubblicato in Italia un decreto che porta il numero 1429, il cui articolo primo diceva così: ‘Entro i limiti stabiliti dall’articolo 3 del presente decreto (notate che in Italia, lo ripeto, non esistevano maschere) la distribuzione delle maschere al personale della industria, a qualunque ramo esso appartenga, deve essere totalitaria’ . (Si ride)
Queste sono le leggi, onorevoli colleghi, che distruggono nei cittadini il senso della legalità” . 
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