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Via Crucis – Meditazioni di Carlo Maria Martini

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ANCORA

1. Gesù è condannato a morte

Pres.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (cf Mt 27,1-2.26; Me 15,1; Gv 19,1)

I capi religiosi con gli anziani del popolo si riunirono in consiglio contro Gesù, per farlo morire. Quindi, legatolo, lo consegnarono a Filato, il governatore romano. Filato, dopo averlo fatto flagellare, lo condannò a morte.

Meditazione

Meditando in silenzio, riflettendo sul mistero della croce, ci accorgiamo che, nella Passione e nella morte, Gesù ama l’uomo così com’è, ama l’uomo col suo peccato, con la sua separazione da Dio, con la sua tragedia; l’uomo è amato da Gesù con il suo realismo più aspro, più duro da accettare. E da quest’uomo, così realisticamente amato, Gesù non si ritrae, non fugge, ma attraverso un amore senza limiti cerca di risvegliare in lui, in noi, le più belle energie del pentimento, della conversione, della fede ritrovata.

Invocazioni

Pres.: A Gesù, che ci ha amato sino alla fine, si innalzi la nostra supplica.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett: Signore Gesù, che ci hai fatto ricchi per mezzo della tua povertà: R.

Lett: Signore Gesù, che fai di noi una nuova creatura: R.

Lett: Signore Gesù, che vivi in noi, speranza della gloria: R.

Pres.: Preghiamo.

O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché, nella gioia che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi. Per Cristo nostro Signore.

So/.:   Chiusa in un dolore atroce, eri là sotto la croce, dolce Madre di Gesù.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

3. Gesù cade la prima volta

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (cf is 53,4-6)

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

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Meditazione

Siamo chiamati a contemplare Gesù vittima del nostro peccato, figura reale e segno tangibile di ogni uomo maltrattato e sfigurato per i peccati di altri uomini. Assumendo la condizione del profeta indifeso, Cristo vuole costringerci ad aprire gli occhi sulla realtà accecante della miseria. Se la nostra conversione è autentica, ed è frutto dell’amore e del perdono del Crocifisso, finisce per provocare anche una trasformazione sociale nel mondo, intorno a noi.

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liìvocc Etewamo la nostra invocazione al Salvatore, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione di tutti.

i: Abbi pietà di noi. . .: Signore Gesù, servo di Dio, speranza dei po-

poli e luce delle nazioni: R. • .: Signore Gesù, che ti sei addossato i nostri

dolori: R.

“•• ‘..: Signore Gesù, che apri gli occhi ai ciechi e liberi i prigionieri: R.

s.: Preghiamo.

 

4. Gesù è aiutato da Simone di Cirene

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica

(Le 23, 26)

Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Si-mone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

Meditazione

La croce fa ostacolo per chi non ha il coraggio di distaccarsi da se stesso per mettersi nelle mani del Padre. Essa rimane un puro simbolo muto di dolore, per chi non è disposto a vivere la solidarietà con Cristo e con i fratelli, per chi esige la soluzione automatica di tutti i problemi, per chi vede nel dolore degli altri un fastidio da lasciare sulle spalle degli altri e non una provocazione alla vicinanza e alla comunicazione fraterna. Incontriamo, allora, la croce nelle nostre chiese, la mettiamo nelle nostre case, la portiamo su di noi senza avere il coraggio di prendere la nostra croce insieme a quella di Gesù.

Invocazioni

Pres.: Al Signore della gloria, che ci ha salvato a prezzo del suo sangue, rivolgiamo pieni di fiducia le nostre invocazioni.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett: Signore Gesù, che ci hai ottenuto la riconciliazione col Padre: R.

Lett: Signore Gesù, che sei morto una volta per tutte e ora vivi per Dio: R.

Lett: Signore Gesù Cristo crocifisso, potenza e sapienza di Dio: R.

Pres.: Preghiamo.

O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore illuminati dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore.

So/.:   Se ti fossi stato accanto forse che non avrei pianto, o Madonna, anch’io con te?

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

5. Gesù cade la seconda volta

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

(cf FU 2,5-8)

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale spogliò se stesso e, apparso in forma umana, si umiliò facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

Lettura biblica

Meditazione

L’esperienza realistica della vita ci dice che il dolore, la sofferenza, la morte riempiono di sé la nostra storia. Gesù non ha inventato la croce: l’ha trovata anche lui sul proprio cammino, come ogni uomo. La novità che egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore. Così la croce è diventata la strada che porta alla vita, messaggio di amore, sorgente di calore trasformante per l’uomo: è la croce di Gesù! Quella croce abbraccia, per prima, ciascuno di noi e ci affida un incarico nella nostra vita personale, nella nostra famiglia, nell’ambito delle nostre amicizie, delle nostre conoscenze, ovun-que incontriamo e incontreremo delle croci.

6. Gesù cade la seconda volta

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica

(cf FU 2,5-8)

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale spogliò se stesso e, apparso in forma umana, si umiliò facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

Meditazione

L’esperienza realistica della vita ci dice che il dolore, la sofferenza, la morte riempiono di sé la nostra storia. Gesù non ha inventato la croce: l’ha trovata anche lui sul proprio cammino, come ogni uomo. La novità che egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore. Così la croce è diventata la strada che porta alla vita, messaggio di amore, sorgente di calore trasformante per l’uomo: è la croce di Gesù! Quella croce abbraccia, per prima, ciascuno di noi e ci affida un incarico nella nostra vita personale, nella nostra famiglia, nell’ambito delle nostre amicizie, delle nostre conoscenze, ovun-que incontriamo e incontreremo delle croci.

Invocazioni

Pres.: Eleviamo la nostra supplica a Cristo che pone

nella croce un germe di amore. Tutti: Abbi pietà di noi. Lett: Signore Gesù, che ti sei fatto obbediente fino

alla morte: R. Lett.: Signore Gesù, re della gloria, confitto alla

croce per noi: R. Lett: Signore Gesù, che nel sangue della tua croce

rappacifichi l’universo: R.

Pres.: Preghiamo.

O Dio, sorgente inesauribile di vita, sostieni con la forza del tuo Spirito l’umanità che aspira a un avvenire di giustizia e di pace, perché resti salda in ogni uomo la fede nella vittoria del bene sul male, promessa e attuata nella croce del tuo Figlio. Per Cristo nostro Signore.

So/.:   Santa Vergine, hai contato tutti i colpi del peccato nelle piaghe di Gesù.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

7. Gesù incontra le donne in pianto

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (cf Le 23, 27-28)

Lo seguivano alcune donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse loro: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, piangete su voi stesse e sui vostri figli».

Meditazione

Dio elimina il male non ignorandolo, aggirandolo, scavalcandolo, ma trasformandolo dal di dentro con la forza dell’amore. Stando insieme con gli uomini accettandoli e perdonandoli anche quando gli preparano la croce e la morte, Gesù rivela fino a quale punto si spinge l’amore del Padre, a cui egli aderisce con obbedienza filiale: neppure la croce e la morte inducono Dio a stancarsi di amare l’uomo, a ritirarsi da lui, ad abbandonarlo al proprio destino. Il dolore della croce diventa così un modo clamoroso, gridato di dire l’amore; libera insospettate e prodigiose potenzialità umane; diventa segno e occasione di libertà, di coraggio, di amorosa obbedienza al Padre, di dedizione incondizionata all’uomo.

Invocazioni

Pres.: A colui che morendo ci ha dato La vita e intercede per noi presso il Padre, salga la nostra fiduciosa preghiera.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett.: Signore Gesù, vittima di espiazione per i peccati del mondo: R.

Lett: Signore Gesù, che hai dato la vita per noi: R.

Lett: Signore Gesù, che ci purifichi da ogni peccato nel tuo sangue: R.

Pres.: Preghiamo.

Concedi a questa tua famiglia, o Padre, di celebrare

con fede i misteri della passione del tuo Figlio, per

gustare la dolcezza del tuo perdono.

Per Cristo nostro Signore.

Sol.:    E vedesti il tuo Figliuolo così afflitto, così solo, dare l’ultimo respir.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

8. Gesù cade la terza volta

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica

(cf Eb 5,8-9)

Gesù, pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Meditazione

In uno sguardo di contemplazione e di adorazione noi possiamo comprendere che il consegnarsi di Cristo alla croce, il consegnarsi al Padre e agli uomini e l’essere consegnato al Padre per noi, fanno risplendere in Gesù un perfetto atteggiamento di ob-bedienza, di offerta e di amore. L’obbedienza di Gesù, Figlio del Padre fino alla morte, è la rivelazione coerente del suo modo filiale di riferirsi al Padre. Egli che è la Parola da sempre non può vivere se non nello stile della Parola accolta in obbedienza.

Invocazioni

Pres.: A Cristo, sacerdote eterno, che si consegna con amore nelle nostre mani, eleviamo le nostre invocazioni.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett.: Signore Gesù, coronato di gloria e di onore a causa della morte che hai sofferto per noi: R.

Lett: Signore Gesù, che sei stato messo alla prova e vieni in aiuto a quelli che subiscono la tentazione: R.

Lett: Signore Gesù, nostro capo, che guidi a salvezza, reso perfetto dalla tua passione: R.

Pres.: Preghiamo.

O Dio, Padre buono, che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito, ma lo hai dato per noi peccatori; rafforzaci nell’obbedienza della fede, perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.

Sol.:    Dolce Madre dell’amore,

fa’ che il grande tuo dolore io lo senta pure in me.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

9. Gesù è spogliato delle vesti

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica

(Gv 19,23-24)

I soldati presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Siccome quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo, dissero tra loro: «Non dividiamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca».

Meditazione

Dobbiamo ora ricordare il nostro peccato nell’umiltà del cuore; il peccato strettamente personale e segreto, che forse solo noi conosciamo o pochi altri, e il peccato che, mediante la mancanza di solidarietà e di fraternità, colpisce altri e contribuisce ad accrescere l’ingiustizia nel mondo. Di tutti questi peccati, di ciò che ciascuno di noi ha commesso, facendo resistenza alla Parola di Dio, all’amore di Dio, di tutto questo noi siamo chiamati ora a pentirci, a umiliarci, a confonderci davanti al Crocifisso.

Invocazioni

Pres.: Al Figlio di Dio, che ci ha riconciliati col Padre e ci ha dato la vita nuova, salga la nostra preghiera.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett: Signore Gesù, che riversi su tutti gli uomini il tuo perdono che da la vita: R.

Lett: Signore Gesù, nostro giudice che svelerai le intenzioni dei cuori: R.

Lett: Signore Gesù, nostra speranza per questa vita e per la vita eterna: R.

Pres.: Preghiamo.

O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge di vita. Per Cristo nostro Signore.

Sol.:    Fa’ che il tuo materno affetto per il Figlio benedetto mi commuova e infiammi il cuor.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

10. Gesù è crocifisso

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (Le 23,39-43)

Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù; l’altro invece lo pregava: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

Meditazione

Come il Padre ha disposto per Gesù un regno, così il Figlio lo dispone per i suoi e, tra questi suoi, il primo è un malfattore. Gesù lo riconcilia con il Padre non con un perdono facile, non chiudendo gli occhi sulle sue trasgressioni bensì immergendolo nella potenza del suo amore salvifico e misericordioso. La lettura e la contemplazione del Crocifisso ci rivelano quindi la fiducia filiale, la speranza e la misericordia di Gesù: tutti atteggiamenti in cui egli coinvolge gli uomini, a cominciare da coloro che gli sono vicini, esprimendo la forza della riconciliazione nella attuazione immediata di ciò che la sua morte di croce comporta, e non soltanto nel simbolo e nella promessa generica.

Invocazioni

Pres.: Al Figlio di Dio, che è stato consegnato alla morte per i nostri peccati, salga la nostra supplica.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Leti.: Signore Gesù, che hai il potere di perdonare i peccati: R.

Lett: Signore Gesù, che chiami tutti al pentimento: R.

Lett.: Signore Gesù, che al ladro pentito hai aperto il paradiso: R.

Pres.: Preghiamo.

Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo amore; fruttifichi in noi la tua parola, seme e lievito della Chiesa, perché si ravvivi la speranza di vedere crescere l’umanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splendere come il sole nel tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

So/.:   Le ferite che il peccato

sul tuo corpo ha provocato, siano impresse, o Madre, in me.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

11. Gesù muore in croce

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (cf Mt 27,45-49)

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». E, emesso un alto grido, spirò.

Meditazione

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». C’è qui tutta la drammaticità di ciò che Gesù vive sulla croce: una lotta sconvolgente tra la vita e la morte, tra la luce e le tenebre, tra la speranza e la disperazione, tra la riconciliazione e il muro dell’odio. Gesù vive questa lotta portandola fino allo spasimo nel suo corpo. Questa preghiera del salmo che Gesù fa sua è un lamento affettuoso, non una contestazione di Dio, è un lamento all’interno di una confidenza che mette in discussione la propria capacità di capire ciò che sta capitando. È un nuovo modo, anche se più drammatico e misterioso, di far sentire la vicinanza che Gesù, come Figlio, ha con il Padre.

Invocazioni

Pres.: Invochiamo il Redentore, rinnovando l’adesione della nostra fede.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett: Signore Gesù, che sei morto per i nostri peccati e sei risuscitato il terzo giorno: R.

Lett: Signore Gesù, nostra speranza: R.

Lett: Signore Gesù, venuto nel mondo per salvare i peccatori: R.

Pres.: Preghiamo.

O Dio, che nell’ora della croce hai chiamato l’umanità a unirsi in Cristo, sposo e Signore, fa’ che la santa Chiesa sperimenti la forza trasformante del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne. Per Cristo nostro Signore.

So/.:    Del Figliolo tuo trafitto

per scontare il mio delitto, condivido ogni dolor.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

12. Gesù è deposto dalla croce

Pres.:    Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Tutti:    Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lettura biblica (cf Gv 19,33-34)

I soldati, venuti da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.

Meditazione

La Passione del Signore ci insegna non solo ad accorgerci di chi soffre, non solo a soccorrerlo, ma anche ad uscire dalla logica della violenza che sembra perpetuarsi nel cuore dell’uomo e nella storia dell’umanità. Un gesto di perdono e di preghiera come quello di Cristo morente e che altri ai nostri giorni cercano di rendere vivo e operante, è una buona novella che ci aiuta a credere che il mistero del Venerdì santo conosce ancora e sempre l’alba del giorno di Pasqua e che il Cristo non vuole avere oggi altre mani che le nostre per aver cura dei nostri fratelli.

Invocazioni

Pres.: A Cristo, che vive in eterno ed è sorgente della nostra vita, eleviamo fiduciosi la nostra preghiera.

Tutti: Abbi pietà di noi.

Lett: Signore Gesù, che dalla croce ci insegni il perdono: R.

Lett.: Signore Gesù, che hai dato te stesso per strapparci a questo mondo: R.

Lett.: Signore Gesù, che sei stato trafitto per i nostri delitti: R.

Pres.: Preghiamo.

Padre di infinita bontà e tenerezza, che mai ti stanchi di sostenere i tuoi figli e di nutrirli con la tua mano, donaci di attingere dal Cuore di Cristo trafitto sulla croce la sublime conoscenza del tuo amore, perché rinnovati con la forza dello Spirito portiamo a tutti gli uomini le ricchezze della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

So/.:    Di dolori quale abisso!

Presso, o Madre, al Crocifisso, voglio piangere con te.

Tutti: Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.