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SAN VINCENZO MARIA STRAMBI

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Nato a Civitavec­chia il 1 gennaio 1745, fin dalla tenera età manifestò quelle virtù che lo avrebbero poi innalzato agli onori degli Altari. Nel Semi­nario di Montefiascone, per la sua angelica inno­cenza fu considerato un secondo San Luigi, Nonostante le diverse mire dei suoi genitori, divenne sacerdote e, anelando a maggiore perfezione, entrò a far parte della nascente Con­gregazione dei Passionisti, fondata da S. Paolo della Croce.

Consigliere di molti Cardinali ed esempio di ogni virtù, il 20 luglio 1801 da Pio VII, che lo aveva carissimo, fu eletto Vescovo di Macerata e Tolentino. Ardente di carità, visitava i poveri nei loro tuguri e i malati negli ospedali; compì una diligentissima Visita Pastorale in tutte le Parrocchie della Diocesi, facendovi rifiorire la pietà e la vita cristiana. Aumentò a sue spese il numero dei ricoverati nell’Orfanotrofio, retto dai Somaschi, e dettò sagge regole pel Conservatorio delle Orfane. Nel 1804 apri le Scuole Pie per le fanciulle e il Liceo per i giovani. Coltivò la devozione verso la Madonna della Misericordia ed ottenne da Pio VII la Messa e l’Ufficio da recitarsi nella IV domenica di luglio. Ottenne anche vari privilegi per i Canonici della Cattedrale, quali la bugia, il Canone e la Croce pettorale sulla cap­pa.

Vincenzo Maria Strambi, dalla sua cappellina adiacente alla Basilica della Misericordia, attraverso un’apertura appositamente pra­ticata, si prendeva cura di alimentare la lampada dinanzi al SS.mo Sacramento e rimaneva a lungo in adorazione, sotto lo sguardo della Madonna della Misericordia.

A. Luchetti, S. Vincenzo Maria Strambi. Il busto in bronzo si trova nel parco del Seminario Vescovile di Macerata.

A 15 anni, vinte le resistenze del genitore, il 4 novembre 1762 entrò nel seminario di Montefiascone ricevendo la tonsura e gli Ordini minori. Frequentò il Collegio Nuovo di Roma , uditore dei domenicani a Viterbo. Divenne diacono il 14 marzo 1767 a Bagnoregio ove poi a novembre entrò come Rettore del Seminario. Fu consacrato sacerdote sempre a Bagnoregio il 19 dicembre 1767.
Chiamato per vocazione ad una vita più religiosa trovò la sua strada nella Congregazione dei Passionisti di san Paolo della Croce, dopo essere stato respinto dai Lazzaristi e dai Cappuccini.
Novizio con il nome di Vincenzo Maria e nonostante parecchie obiezioni del padre, poté fare la sua professione il 24 settembre 1769.
Iniziò e poi divenne famoso come predicatore, da solo o in gruppo di missionari fra la gente dell’Italia Centrale, esercitò varie volte l’apostolato insieme a s. Gaspare del Bufalo. Popolarissimo a Roma predicò più volte anche davanti al Collegio Cardinalizio.
Salì molti gradi nella gerarchia del suo Ordine, fino a diventare postulatore generale dal 1792 alla morte.
Fu direttore spirituale di tante anime elette come la ven. Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.
Il 5 luglio 1801, venne nominato vescovo di Macerata e Tolentino. Costruì un nuovo seminario in cui profuse ogni attenzione, come la scelta dei professori, l’accoglienza personale di ogni singolo seminarista, teneva personalmente lezioni ogni settimana favorì le lezioni di canto gregoriano.
Con la filatura della canapa creò un giro economico per aiutare i poveri. Ampliò l’orfanotrofio dei Padri Somaschi, e il Conservatorio di Tolentino, eresse un ricovero per i vecchi. Particolare attenzione la diede all’organizzazione del catechismo con scuole appropriate e anche per gli adulti.
Rifiutò di prestare giuramento di fedeltà all’imperatore Napoleone, secondo le leggi vigenti, che purtroppo videro lo scioglimento e la dispersione di vari Ordini religiosi e per questo fu relegato a Novara per un anno e nell’ottobre 1809 venne trasferito a Milano ospite dei Barnabiti e poi di varie persone dell’alta borghesia e nobiltà.
Il papa, dietro le sue pressanti richieste lo esonerò dalla sede vescovile di Macerata e lo volle presso di sé come consigliere, compito che espletò per quaranta giorni; colpito da apoplessia, morì il 1° gennaio 1824 (nello stesso giorno che era nato), fu sepolto nella basilica dei ss. Giovanni e Paolo.

Il 12 novembre 1957 il suo corpo venne traslato nella chiesa di s. Filippo in Macerata. Delle sue opere di ascetica e devozione sono state stampate molte edizioni.
Beatificato il 26 aprile 1925 da Pio XI, canonizzato da Pio XII l’11 giugno 1950.
Nel calendario proprio della Congregazione dei Passionisti la memoria viene celebrata il 24 Settembre.