Roberta De Monticelli: Siamo come l’omino di Charlot…

Più ancora che umanamente, sento il bisogno del silenzio professionalmente: i filosofi hanno in esso la fonte stessa del loro essere. 

È la necessità dell’epoche, del ritiro, della rinuncia agli investimenti rispetto al mondo, che significa anche ritiro dalle risposte già date. Per me anche il treno è un “luogo” del silenzio: il rumore esterno non mi disturba, mi avvolge come la notte.

Noi del mondo vediamo poco: solo quello che ci serve, la superficie di presa.

Dunque, la rinuncia a prendere è presupposto per riuscire a osservare e vivere le cose e le persone. In fondo, la prima condizione per conoscere è un noli me tangere, non toccare.

Fare e acquisire sono molto legati: siamo come l’omino di Charlot che continua a muoversi come se fosse alla catena di montaggio. Il fordismo è finito, l’industria non c’è più, ma viviamo come alla catena.

Questa mancanza di pause mette ansia, oltre che miopia.

Roberta De Monticelli, filosofa

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

articoli correlati

Charles Péguy: Il mistero della carità

“Non occorre che un acciarino per bruciare una fattoria. Occorrono degli anni per costruirla. Ci vogliono mesi e mesi, c’è…

Frate indovino: Amabilità

Sorridi spesso durante le difficoltà quotidiane Taci quando t’accorgi che qualcuno ha sbagliato Elogia chi ha operato il bene Partecipa al gioco dei fanciulli…