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RECANATI: APERTA AL PUBBLICO LA TORRE DEL BORGO

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La Torre del Borgo, uno dei sinboli piu’ rappresentativi di Recanati ha aperto (martedì’ 21 giugno 2016), le sue porte al pubblico.

“Più di 1500 i visitatori saliti sulla sommita dell’antica struttura che è stata aperta al pubblico grazie al mecenatismo delle aziende e dei singoli cittadini che hanno aderito all’Art Bonus” scrive sul suo sito istituzionale il Comune di Recanati.

Alla presenza delle numerosissime autorità locali, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha elogiato le Marche, vero modello “di un sistema di fare cultura che funziona”.

Lunghe file sino alla mezzanotte e una partecipazione festosa che ha riconsegnato alla città uno dei suoi monumenti piu’ rappresentativi il quale va ad affiancarsi agli altri gioielli quali i capolavori di Lorenzo Lotto e i musei di Beniamino Gigli e della storia dell’Emigrazione Marchigiana nel mondo. Il tutto sotto il nome di Giacomo Leopardi per una Recanati che punta decisa alla candidatura a Capitale della cultura italiana 2018anche grazie all’accordo di collaborazione e reciproco sostegno con la città di Pesaro.

La Torre del Borgo, che dopo gli ultimi ritocchi riaprirà al pubblico in occasione delle celebrazioni leopardiane che scattano il prossimo 29 giugno anticipando i giorni del giovane favoloso in calendario dal 1 al 3 luglio, è stata oggetto di interventi edili e impiantistici che hanno riguardato il risanamento conservativo dei paramenti murari e delle pavimentazioni in cotto; il consolidamento ed il trattamento delle strutture orizzontali e degli infissi in legno; la realizzazione di nuove scale in ferro di accesso alla cella campanaria e alla copertura; l’adeguamento a norma delle balaustre esistenti; la realizzazione dell’impianto elettrico ad integrazione di quello esistente; la realizzazione dell’impianto di riscaldamento nei locali utilizzabili per esposizioni; l’installazione di nuovi corpi illuminanti per valorizzare gli ambienti interni e le peculiarità architettoniche del manufatto storico. L’intero progetto di recupero è stato possibile grazie al mecenatismo delle aziende e dei singoli cittadini che hanno aderito all’Art Bonus.