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Primo Mazzolari, Amore

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Amore in ogni parola
Che si spegne sul mio labbro;
Amore in ogni lacrima solitaria
Sparsa nella disperazione impotente
Di esistere singolarmente;
Amore in ogni desiderio che fugge veloce
Verso l’impossibile;
Amore in ogni sguardo di bimbo
Spensierato e libero;
Amore in ogni amarezza che inonda
La mia gola e la mia vita,
Arsa dal peso di essere me stesso;
Amore in ogni paura di non essere
Ciò che vuole l’altissimo;
Amore nella vanità di ogni sforzo sincero;
Amore nella dolcezza e nei ricordi
Della fanciullezza passata;
Amore nella sera grigia
Di questo qualsiasi giorno.
Ma al di sopra, e al di dentro
Di questo amore voglio la pace
Che supera ogni senso.

Servo di Dio Primo Mazzolari Sacerdote
Boschetto, Cremona, 13 gennaio 1890 – Bozzolo, Mantova, 12 aprile 1959

Don Primo Mazzolari è nato al Boschetto, frazione di Cremona, il 13 gennaio 1890 da genitori legati alla terra da motivi di lavoro e di attaccamento. Ben presto, nel 1899, la famiglia, che si componeva di due figli, Primo e Peppino, e di tre figlie, Colombina, Pierina e Giuseppina, si trasferì a Verolanuova. Qui Primo Mazzolari rimase ben poco: a dieci anni, seguendo la vocazione sacerdotale, entrò nel seminario di Cremona dove proseguì gli studi fino all’ordinazione che gli venne data da monsignor Giacinto Gaggia il 24 agosto 1912. Dopo pochi mesi fu inviato come vicario a Spinadesco, e subito dopo, richiamato in seminario a Cremona come insegnante di Lettere. Scoppiata la Prima guerra mondiale, vi partecipa con il fervore dei giovani in quel momento.

Congedato nel 1920 andò parroco a Bozzolo, provincia di Mantova, ma diocesi di Cremona, dove cominciò ad assumere posizioni di difesa dei diritti dei poveri. Nel 1922 venne nominato parroco di Cicognara, “il paese delle scope”. Qui iniziò la sua opposizione al fascismo. Nel 1932 fu inviato nuovamente a Bozzolo e nel 1949 fondò e diresse il periodico “Adesso” la cui pubblicazione fu sospesa nel 1951. Nel 1957 predicò la Missione a Milano, chiamato dal Cardinal Montini. Con l’elezione di Giovanni XXIII entrò nella chiesa una ventata nuova e le idee di don Primo ebbero piena cittadinanza. Il 5 febbraio 1959 venne ricevuto in udienza privata da Papa Roncalli: l’accoglienza che egli ebbe dal Pontefice, che lo definì “Tromba dello Spirito Santo della Bassa Padana”, lo ripagava di ogni amarezza sofferta. Morì il 12 aprile 1959 nella casa di cura San Camillo di Cremona. Nell’udienza generale del 1° aprile 2009, Papa Benedetto XVI ha affermato: “Il cinquantesimo anniversario della morte di don Mazzolari sia occasione opportuna per riscoprirne l’eredità spirituale e promuovere la riflessione sull’attualità del pensiero di un così significativo protagonista del cattolicesimo italiano del Novecento”, auspicando inoltre “che il suo profilo sacerdotale limpido di alta umanità e di filiale fedeltà al messaggio cristiano e alla Chiesa, possa contribuire a una fervorosa celebrazione dell’Anno Sacerdotale”. Il 2 aprile 2015 la Congregazione per le Cause dei Santi ha concesso il nulla osta per avviare la causa di beatificazione.

fonte: www.fondazionemazzolari.it