Allievo di Ludovico Seitz, è stato pittore, affreschista, decoratore e restauratore. Ha lasciato importanti opere a Loreto, Macerata, Jesi, Pollenza, Montelupone, Porto Recanati, Padova, Treviso, Parma, Udine, Lendinara, Roma e in Terra Santa. Nominato nel 1921, da S.S. Benedetto XV, Direttore artistico per le Pitture delle Gallerie e dei Palazzi apostolici, conservò l’incarico anche durante il pontificato di Pio XI e Pio XII.

Fondò il Laboratorio di Restauro di Opere d’arte, lasciandovi con oltre un ventennio di attività un’impronta indelebile, soprattutto nei restauri delle Stanze di Raffaello, della Cappella Paolina e degli affreschi michelangioleschi nella Cappella Sistina, anticipando di molti anni le moderne tecniche di intervento conservativo. Nominato Direttore dello Studio del Mosaico – sempre in Vaticano –, tra le molte opere portate a termine curò i restauri dell’abside di S. Maria Maggiore e della Sala dei Cento Giorni alla Cancelleria.

Fu socio effettivo della Pontificia Accademia di Archeologia, Reggente della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, Presidente della Primaria Associazione Artistica Operaia in Roma e del Pio Istituto Catel. Fu inoltre membro effettivo dell’Accademia di S. Luca. Ritiratosi a Recanati, nel 1945 fu nominato – dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Vincenzo Arangio-Ruiz – Commissario governativo del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, impegnandosi nella realizzazione di tutti i lavori rimasti incompiuti durante il periodo della guerra, dall’arredamento al riordino della biblioteca, dallo Statuto del Centro alle varie nomine. Ripristinò anche l’antica Accademia poetica dei “Disuguali”, fondata da Monaldo Leopardi. Profondo studioso della Storia dell’Arte, tenne numerose conferenze e lezioni, molte delle quali pubblicate nelle più importanti riviste d’arte.

MUSEI CHE OSPITANO LE SUE OPERE: Pinacoteca Comunale “ A. Moroni”, Porto Recanati.

“Il 2 aprile 1948 moriva a Macerata l’artista portorecanatese Biagio Biagetti, figura poliedrica dell’arte italiana tra le due guerre. L’amministrazione comunale di Porto Recanati celebra la ricorrenza con la pubblicazione del Diario, la mostra di opere, disegni e bozzetti ed un convegno di studi, per ricordarne i meriti artistici, che sono stati, fino ad oggi, pressoché trascurati: essendo vissuto ed avendo operato in un periodo nel quale il clima culturale era lontano dal suo modo di pensare l’arte e la vita (l’epoca delle avanguardie: cubismo, dadaismo, futurismo), il suo rinnovamento dell’arte sacra del Novecento potè sembrare anacronistico. Al contrario, numerosi studiosi riscoprono oggi la sapienza artistica del Biagetti, tutt’altro che mero ripetitore di schemi iconografici del passato, innovatore, invece, nel modo di accostarsi con una nuova sensibilità devozionale ai valori e ai sentimenti religiosi. Inoltre, l’arte italiana deve a Biagetti un ringraziamento particolare per la sua attività di restauratore e conservatore dei beni culturali: la fondazione del Gabinetto di Restauro in Vaticano, la lunga attività di Direttore della Pinacoteca Vaticana, i suoi primi interventi scientifici sulle volte della Cappella Sistina, hanno costituito i campi nei quali si è dispiegata la sua consapevole attività di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico. Ma è nostra intenzione, oltre che celebrarne i meriti artistici e scientifici, evidenziare la sua grande umanità e l’amore per la sua terra: ne sono prova l’attaccamento di cui parlano alcune pagine del diario, i soggiorni che egli non mancò mai di fare a Porto Recanati, dove ritrovava la serenità e l’autenticità dei valori più profondi. Egli è, infatti, un’anima profondamente innamorata di questo mondo e che a questo mondo sente di essere legato in modo indissolubile, come dimostrano queste parole del suo diario: ” Forse perché il mio occhio si adagia ogni tanto sull ‘azzurro mare, del quale mi giunge il ritmico suono delle onde; dolce nenia che in nulla si è cangiata e che mai cangerà. Cosi la udii allorché ebbi la prima sensazione uditiva nella mia infanzia; così la udrò – a Dio piacendo – altre volte ancora ; finché il mio corpo esanime non verrà condotto lassù, in quel cemetero portolotto dove ho costruito la tomba modesta per me e per i miei cari e dove scorgesi ancora e paese e mare nella loro fisionomia che mi è cara. ” Al suo paese egli pensò costantemente, come testimonia anche la generosità che dimostrò offrendosi di eseguire gratuitamente l’affresco dell’abside della Chiesa del Preziosissimo Sangue -proposito di cui è rimasto il bozzetto custodito presso la Pinacoteca Moroni – , ma anche l’ideazione dello Stemma del Comune e le generose donazioni.

Della sua attività qui restando i preziosi affreschi di Palazzo Lucangeli e Villa Terni, e il magnifico mosaico della cappella funeraria, che l’amministrazione comunale ha assunto l’impegno di restaurare. Anche attraverso quest’ultimo intervento contiamo di recuperarne come merita la memoria; e ringrazio tutti coloro che colla-borano a ciò: i familiari, la Regione Marche, il Centro Studi Leopardiani, la Fondazione Banca delle Marche, gli illustri componenti del Comitato Scientifico. Poiché esse mi sembrano in tutto appropriate, vorrei concludere questo saluto riferendomi a Biagetti con le parole che Giorgio Vasari, nelle Vite del 1568, scrisse per Lorenzo Lotto,: “Era vissuto costumatamentche è più, gli fecero, per quello che si crede, far acquisto dei beni ili vita eterna.”

II Sindaco di Porto Recanati Ing. Giuseppe Giampaoli


Tra le opere pittoriche del Biagetti sono da ricordare:

  • Sacra famiglia ed altre scene allegoriche (1908) in casa Lucangeli a Porto Recanati;
  • Affreschi nella Cappella del Crocefisso (1909) nella collegiata di Pollenza;
  • Affreschi nella Cappella di santo Stefano (1909-1910) nella Basilica di Sant’Antonio di Padova;
  • Affreschi della Cappella delle Anime del Purgatorio nella chiesa di San Giacomo (1912) a Udine;
  • Completamento degli affreschi con Scene della vita dei santi fratelli Cirillo e Metodio, della Cappella slava nella Basilica della Santa Casa a Loreto (1913), lavoro che era stato iniziato dal suo maestro Ludovico Seitz;
  • Apoteosi di san Pio X (1914-1915) nel duomo di Treviso;
  • Affreschi nella Cappella di santa Rosa (1914-1915) nella Basilica di Sant’Antonio di Padova;
  • Cartoni e supervisione all’esecuzione dei mosaici (1915-1916) per la facciata della Basilica di Santa Croce a Via Flaminia a Roma;
  • Pala d’altare rappresentante la Regina Apostolorum (1916) nel seminario di Bologna, opera commissionatagli direttamente da papa Benedetto XV;
  • Mosaico dell’abside (1916) nella Basilica di Santa Croce a Via Flaminia a Roma;
  • Affreschi nella Cappella Baiardi (1918-1923), dedicata anche ai caduti in guerra nel Duomo di Parma. Nella parete di fondo è raffigurato il Re dei Re, mentre su quella di sinistra è presente la Vittoria delle armi e la Pace feconda, mentre a destra il Sacrificio per l’altare e il focolare;
  • Affreschi con Scene della vita di Gesù (1923-1926) nella chiesa della Misericordia a Macerata;
  • Affreschi della Cappella del Crocefisso (1928-1932) nella Basilica della Santa Casa a Loreto;
  • Affreschi dell’abside (1937) nel Duomo di Jesi;
  • Via Crucis (1942-1946) della Basilica di Santa Croce a Via Flaminia a Roma.
  • Quattro stagioni (1905-06), decorazioni della stanza da pranzo del palazzo Emiliani a Montelupone;(Porto Recanati, 21 luglio 1877 – Macerata, 2 aprile 1948)