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Penso a Te, Signore, nelle veglie notturne

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Dal libretto di don Rino Ramaccioni

“Scopo di questo libretto è facilitare la preghiera di coloro che sen­tono il bisogno di ascoltare il Signore e parlargli “cuore a cuore” in momenti scelti proprio per “dare udienza a Dio”, che desidera parlarmi. Si tratta di quattro proposte che possono venire incontro a chi capisce la grazia di fare periodiche soste (anche notturne) davanti all’eucarestia. Spero che soprattutto i giovani ne vogliano approfittare, per imparare a pregare, impegnando la vita con Lui. Charles De Foucauld scriveva che “la migliore preghiera è quella in cui c’è più amore”. La parola di Dio può aiutarci a pregare amando e ad amare pregando sempre più.”

CANTA E CAMMINA

Se lo Spirito di colui che ha resuscitato Cristo dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali” (Rm 8,10-11). Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre mentre allora sarà in quella, celeste. O felice quell’alleluia cantato lassù! O alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù nella tranquillità Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina. Che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità. Vi sono infatti, secondo l’Apostolo, alcuni che progrediscono, si, ma nel male. Se progredisci è segno, che cammini, ma devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede, devi progredire nella santità. Canta e cammina “.

Sant’ Agostino, Discorsi, 350, 3

Vorrei arrivare al varco

Vorrei arrivare al varco con pochi, essenziali bagagli, liberato dai molti inutili, di cui l’epoca tragica e fatua ci ha sovraccaricato… E vorrei passare questa soglia sostenuto da poche, sostanziali acquisizioni e da immagini irrevocabili per intensità e bellezza che sono rimaste come retaggio. Occorre una specie di rogo purificatorio del vaniloquio cui si siamo abbandonati e del quale ci siamo compiaciuti. Il bulbo della speranza, ora occulto sotto il suolo ingombro di macerie non muoia, in attesa di fiorire alla prima primavera.

Mario Luzi

Signore, tu mi scruti e mi conosci Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo. Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte”; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce. Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.

Salmo 139