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Papa Francesco: Anche Gesù fu profugo, dovere accogliere immigrati

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Papa Francesco ha recitato l’Angelus dedicandolo alla famiglia, alla fuga in Egitto di Gesù e ai migranti di tutto il mondo. Ricordando tre parole chiave per vivere in pace e con la gioia all’interno della famiglia: «permesso, grazie e scusi». Spiegandole così: «Quando in una famiglia non si è invadenti, si chiede permesso; quando in una famiglia non si è egoisti, si impara a dire grazie e – infine – quando uno si accorge di aver fatto una cosa brutta e sa chiedere scusa, ecco in quella famiglia c’è pace e c’è gioia».

IL DRAMMA DEI RIFUGIATI
«La situazione drammatica dei profughi, segnata da paura disagi e incertezze è una triste realtà. I profughi ogni giorno fuggono dalla fame e dalla guerra, alla ricerca di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie. Vanno in terre lontane e quando trovano lavoro non sempre incontrano accoglienza vera, rispetto e apprezzamento dei valori di cui sono portatori. Le loro legittime aspettative si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili, perciò pensiamo al dramma dei rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, vittime della tratta delle persone e del lavoro schiavo».

«ESILIATI» IN FAMIGLIA
«Pensiamo anche ad altri esiliati, io li chiamerei esiliati nascosti, quelli che possono essere all’interno delle famiglie stesse, gli anziani – ad esempio – che a volte vengono trattati come presenze ingombranti. Molte volte penso che per sapere come va una famiglia, bisogna vedere come si trattano in essa i bambini e gli anziani».