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PADRI DELLA CHIESA

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O Padre, ti prego nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, donami la carità che non viene mai meno, perché la mia lucerna si mantenga sempre accesa, né mai si estingua; arda per me, brilli per gli altri.

O Cristo, dolcissimo Salvatore nostro, degnati di accendere tu le nostre lucerne: brillino continuamente nel tuo tempio, alimentate sempre da te che sei la luce eterna. Rischiara gli angoli oscuri del nostro spirito e allontana da noi le tenebre del mondo.

Dona, o Gesù mio, la tua luce alla mia lucerna, perché al suo splendore mi si apra il Santuario del Ciclo. Degnati, amato nostro Salvatore, di mostrarti a noi che bussiamo, perché, conoscendoti amiamo solo te, solo te desideriamo, a te solo pensiamo continuamente e meditiamo giorno e notte le tue parole. Possa questo avverarsi per tua grazia, anche per noi, o Signore Gesù Cristo, a cui sia gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

San Colombano
Commentando i giorni della creazione e parlando degli uccelli, sant’Ambrogio prolunga fino a tardi il suo discorso, che viene così a soffermarsi sul canto del gallo”gradevole nella notte” sulla caduta di Pietro, sullo sguardo di Gesù e sul pianto dell’Apostolo che ottiene il perdono. Dopo il canto del gallo, Pietro, degno ormai di essere guardato da Cristo, passando dall’errore alla virtù, pianse con accorata amarezza per detergere con le lacrime la propria colpa. Guarda anche noi, Signore Gesù: anche noi riconosceremo allora i nostri errori, e con lacrime di pentimento laveremo il nostro peccato e meriteremo di esserne perdonati. Concedimi, o Cristo, le lacrime di Pietro.

(Amb. Exam., VIII, 24, 88-89)

Lo sguardo di Gesù e le lacrime di Pietro, che ha rinnegato il Signore, ma poi si è amaramente pentito, stimolano sant’Ambrogio a una delle sue più ardenti preghiere. Il tema delle lacrime è sentito dal Santo con particolare vibrazione. Pietro si rattristò e pianse, perché sbagliò, come tutti sbagliano.
Lacrime preziose, che lavano la colpa! Si mettono a piangere coloro ai quali Gesù volge il suo sguardo
Pietro negò una prima volta, e tuttavia non pianse, poiché il Signore non lo aveva guardato.
Negò una seconda volta, ma non pianse, poiché il Signore non lo aveva guardato ancora.
Rinnegò una terza volta e pianse un pianto amarissimo. Guardaci, Signore Gesù, affinché sappiamo piangere il nostro peccato. Dei santi anche la caduta ci è di vantaggio:
non ci ha danneggiati il rinnegamento di Pietro, ci ha invece giovato il suo ravvedimento.

Pietro pianse, con la più profonda amarezza,
per poter lavare con le lacrime la sua colpa.
Sciogli anche tu, fratello,
nelle lacrime la tua colpa, se vuoi meritare il perdono. Se ti avviene di sbagliare, Cristo ti è accanto come testimone delle tue segrete azioni
e ti guarda perché te ne ricordi e confessi il tuo errore.
Imita Pietro,
quando per la terza volta esclama:
“ Signore, tu sai che io ti voglio bene”
Tre volte aveva rinnegato, e per tre volte fa la sua professione.

Aveva rinnegato nella notte,
e alla luce del giorno dichiara il suo amore.
Insegnaci, o Pietro, quanto ti abbiano giovato le lacrime. Eri caduto prima di piangere,
ma dopo aver pianto
fosti scelto per governare gli altri,
tu che prima non eri riuscito a governare te.

AMB. EXPS. EV. LUC., X, 87-90.92.)

Perché Cristo non venga rapito bisogna essere svegli. Ma anche quelli che si sono addormentati si possono risvegliare e incontrare di nuovo il Signore.
Anche se tardi, si dèstino
quanti si sono lasciati vincere dal sonno,
quanti hanno perduto Cristo.
Cristo non è perduto al punto che non torni più indietro
— pur che lo si cerchi —.
Egli fa ritorno verso coloro che vegliano,
si manifesta a quelli che si destano. Egli è vicino a tutti.
E presente in ogni luogo, poiché riempie ogni cosa.
Cristo non viene meno a nessuno:
siamo noi a venir meno.
A nessuno egli manca, anzi per tutti sovrabbonda.
Infatti dilagò il peccato, perché fosse la grazia a sovrabbondare.
La grazia è Cristo, la vita è Cristo,
Cristo è la risurrezione.
Chi si desta lo trova accanto a sé.

(Amb., Exp. Ev. In Luc., V,116)