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Non basta non capire

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Non basta non capire per poter negare. Non si possono negare i fatti solo perché ci sono poco chiari

(Giovanni Blandino).

Il cristianesimo presenta quelle strane contraddizioni che sono proprie delle cose vere

(C.S. Lewis). 

Se per ipotesi il cristianesimo non fosse vero, sarebbe Dio ad aver torto per questo fatto e non l’uomo che crede il cristianesimo vero

(C.S. Lewis – riassunto di un pensiero).

Di solito la realtà è qualcosa che non si sarebbe mai potuta immaginare

(C.S. Lewis).

L’uomo rispetto all’immensità dell’universo non è che un puntino quasi inesistente. Ma qual è la differenza fra questo puntino e l’immensità dell’universo? L’universo, per quanto grande, non sa di esistere, l’uomo invece si (Pascal – riassunto di un pensiero). Sempre si troveranno abbastanza luci per chi voglia credere e abbastanza ombre per chi voglia dubitare

(Pascal).

E’ meglio non digiunare e provare umiliazione, che digiunare e provarne compiacimento

(Pascal). 

La verità al di fuori della carità non è Dio, ma un idolo

(Pascal). 

La fede cristiana insegna, in sostanza, questi due principi: la corruzione della natura umana e l’opera redentrice di Gesù Cristo

(Pascal).

E’ un cattivo segno che una persona appena convertita si prodighi in opere esteriori. L’ordine della carità esige che questa si radichi nel cuore, prima di compiere buone opere all’esterno

(Pascal). 

Non sapendo da noi stessi chi siamo, possiamo apprenderlo solo da Dio

(Pascal).

Nulla è così insopportabile all’uomo come essere in un pieno riposo, senza passioni, senza faccende, senza svaghi, senza occupazioni. Egli sente allora la sua nullità, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua dipendenza, la sua impotenza, il suo vuoto. E subito sorgono dal fondo della sua anima il tedio, l’umor nero, la tristezza, il cruccio, il dispetto, la disperazione

(Pascal). 

L’uomo è manifestamente un essere pensante; qui sta tutta la sua dignità e tutto il suo pregio; e tutto il suo dovere sta nel pensare rettamente. Ora, l’ordine del pensiero esige che cominci da sé, e dal suo autore, e dal suo fine

(Pascal). 

Nulla è così insopportabile all’uomo come essere in un pieno riposo, senza passioni, senza faccende, senza svaghi, senza occupazioni. Egli sente allora la sua nullità, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua dipendenza, la sua impotenza, il suo vuoto. E subito sorgono dal fondo della sua anima il tedio, l’umor nero, la tristezza, il cruccio, il dispetto, la disperazione.

(Pascal).