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Mariano Luigi Patrizi

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Questo problema dei rapporti fra il fisico e lo psichico e stato sempre al centro di tutti i suoi interessi, attorno ad esso in realtà si e svolta tutta la sua opera. Quest’orientamento di studio affiora già nel suo primo lavoro scientifico, la tesi di laurea «onorata coi pieni voti assoluti dalla Facoltà Medico-Chirurgica del Regio Ateneo Romano, dinanzi la quale fu discussa il 9 luglio 1890», relatore il Sen. Prof. Jacopo Moleschott.
Mi sia consentito di soffermarmi un istante su questo lavoro giovanile, che fu pubblicato nel 1890 per i tipi della tipografia editrice recanatese Simboli ed aveva per titolo «Memoria e oblio».
E’ una lucida sintesi critica delle conoscenze fino allora acquisite sulle funzioni mnemoniche ed il giovane Patrizi nel concludere il lavoro cosi dichiarava la sua completa adesione a quell’indirizzo positivistico al quale resto fedele per tutta la vita: «Si ebbe 1’opportunità di riconfermarsi in un’antica convinzione, la quale ormai gode l’universale suffragio, che, cioè, tra la scienza dello spirito e quella della vita ha da esserci…alleanza eterna, indissolubile, che la filosofia non deve disdegnare di porsi sotto le ali delle discipline positive, dell’anatomia, della Fisiologia, della Clinica, se non le duole di gir davvero vagando povera e nuda come la disse il poeta».
«Questo scritto, compilato oggi sovra pubblicazioni recentissime, potrebbe divenir vecchio domani, dinanzi ai nuovi responsi della scienza.
Non me ne increscerebbe, anzi a ciò aspira il sincere voto mio».
«Che importa che alcuno di noi resti indietro se va innanzi la verità?».
«Fu anche per compiere il mio dovere di oscuro gregario
nelle lotte in onore di questa bella e fiera dea, che io volli scendere su un terreno molto disputato».

Nella scelta del tema, nel titolo della tesi di laurea ed in queste proposizioni già troviamo delineati alcuni caratteri fondamentali della personalità scientifica del Patrizi.

La predilezione per le vaste sintesi, la necessita di temperare il freddo rigore della terminologia scientifica con il calore di un linguaggio di classica purezza e raffinata eleganza, l’amore sincero per la ricerca scientifica, 1’ardimento nella scelta di temi di lavoro, con predilezione per quelli suscettibili di sviluppi contrastati, la professione di fede nel positivismo scientifico. Saranno questi gli attributi costanti di tutta la sua opera scientifica. Su di essa non posso condurre un più approfondito esame, sia per la mancanza di quelle specifiche competenze, che mi occorrerebbero, sia perche il pubblico, che mi ascolta, per quanto animate da grande interesse e dal vivo desiderio di meglio conoscere l’opera scientifica del Patrizi, troverebbe malagevole il seguirmi in una critica scientifica, impostata su fatti, imperfettamente conosciuti.

Mi limiterò a dire che oggi la psicologia sperimentale accetta pienamente quegli indirizzi che il Patrizi ritenne validi sul finire del secolo scorso.

«La psicofisiologia, scrivono Jean Delay e Pierre Pichot nel loro recente Compendio di Psicologia, ha dimostrato una grande fecondità e si può ritenere che la massa dei dati, che essa può fornirci, si accrescerà rapidamente».
Sul «Bulletin de Psychologie» (Tome XVII, pagg, 11.740 e seguenti, 1963) uno psicologo francese il Souriau ha di recente pubblicato una serie di lezioni sulla «Psychologie de l’artiste».
A distanza di 60 anni le concezioni, lucidamente intuite e scientificamente analizzate dal Patrizi, relative alla percezione artistica, all’immaginazione dell’artista, all’attività creatrice, alla intelligenza dell’artista si ritrovano riesposte in questa modernissima trattazione dell’argomento, quasi negli stessi termini generali, ma certamente con minore profondità e ampiezza di correlazioni. Dallo studio psicobiografico dell’artista alla impostazione del problema della genialità il passo e breve.
II problema del genio ha sempre affascinato il nostro concittadino, il quale, nato in un Paese, ove aleggerà per sempre 1’aura del Genio leopardiano, era cresciuto con lo sguardo fisso a questo modello sovrumano.

Pochi studiosi hanno conosciuto, al pari di lui, l’opera del Leopardi. Anima poetica egli stesso, aveva col Leopardi vibrato all’unisono, ne aveva indagato ogni atteggiamento psicologico, sorprendendone quasi i più riposti pensieri, anche quelli inespressi. Lo aveva amato oltre che per i suoi pregi ineguagliati anche per quei difetti, da lui posti in evidenza e ritenuti non già motivi di scandalo e di repulsione – come apparvero a taluni letterati – ma segno di una organica debolezza e pertanto meritevoli di affettuosa comprensione.
Nulla di irreverente vi fu nella sua ricerca sul Leopardi ed il problema non doveva essere posto nei termini, nei quali molti suoi critici aspri vollero presentarlo, poiché il vero problema era – allora come ora – quello della legittimità e dell’attendibilità di un indirizzo psicofisiologico nella critica e nella storia dell’Arte.
Lo studio delle relazioni tra 1’uomo e 1’opera, la ricerca di informazioni attendibili sul modo di percepire, di sentire, di pensare, di volere dell’individuo creatore di opere d’arte – quale il Patrizi ha impostato nei suoi termini generali ed ha dimostrato fruttuoso nelle pratiche applicazioni – e ormai accettato, anzi ritenuto necessario, da tutti gli psicologi e da molti critici d’arte. In questo campo il Patrizi e stato veramente un pioniere, ma 1’opera sua e poco conosciuta. Altri raccolgono nei campi, ov’egli ha seminato con abbondanza, osteggiato, incompreso, perfino deriso.
Go sovente accade a chi precorra i tempi, esprimendo idee alla cui intelligenza i contemporanei non sono maturi. Una più larga diffusione e conoscenza dell’opera e delle idee del nostro concittadino tra gli studiosi italiani e stranieri avrebbe potuto verificarsi, s’egli avesse esposto i risultati dei suoi studi in riviste scientifiche di larga diffusione, soprattutto straniere.
II Patrizi preferì invece le sintesi monografiche, che non sono certo le più idonee per fare conoscere il proprio pensiero nel frettoloso mondo moderno. Alcuni di questi volumi furono pubblicati dalla eccellente stamperia recanatese dei Fratelli Simboli ed hanno quindi avuto una limitata diffusione, rimanendo esclusi da quelle reti distributive, di cui usufruiscono le grandi case editrici…

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