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Litanie del vino

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Alla fine di un convegno viti-vinicolo Umberto Ferroni vivificando l’assemblea recitò le sue litanie del vino.

Passeggiando per il Chianti, imploriamo tutti i Santi e voi siate indulgenti, se saremo irriverenti.

Diceva San Biagio: beve bene chi beve adagio;

Predicava San Ernesto: bere tanto e lesto;

Chi non beve vino è un’infedele, lo diceva San Michele.

Nero o bianco a San Martino gli bastava fosse vino

Ricordiamo Sant’Anacleto che morì in un vigneto

E la Santa Caterina che pregava giù in cantina.

Sant’Ambrogio da Milano predicava con il fiasco in ma­no
e con un solo bicchierino converti Sant’Agostino.

Ricordiamo San Vito, che nel bere si morse un dito

San Paolo, da Damasco, s’ingoiò perfino il fiasco.

San Tomasso, gran dottore, beveva col distributore.

Quando beveva Sant’Ilario, sembrava un dromedario.

Chi non beve muore male, pre­dicava San Pasquale.

Santa Filomena ne aveva sempre la pancia piena;

San Benedetto visse con il fiasco sotto il letto;

San Francesco sulla Verna ne teneva una cisterna;

San Mar­co, più corretto, beveva solo quando andava a letto.

Le suore di clausura portano il fiasco legato alla cintura.

San Savino, da Piacenza, non poteva stare senza;

San Maurizio, da Pianella, lo beveva nel mastello;

frati cappuccini ne beveva­no a barili;

San Nicola, da Talentino, ha bevuto sempre vino, mentre

Santa Rosa lo annaffiava con la gassosa.

Sant’Oron­zo ne beveva nel bigoncio.

Predicavano i Santi di Romagna: senza vino non si campa.

Santa Rosalia, da Palermo, predicava chi non beve vino va all’inferno.

San Patrizio non pote­va perdere il vizio; per paura della muffa,
lo beveva nella truf­fa.

San Giuliano, il provinciale, più ne beveva e più stava be­ne.

Non dimentichiamo Santa Margherita, che ha bevuto tut­ta la vita.

Sant’Isidoro, l’agricoltore, lo succhiava dal bidone.

E chi non ricorda Sant’Esuperanzio che non era mai sazio.

Santa Isolina aveva le chiavi della cantina,
le dava solo a Santa Ginevra perché vino non beveva.

Il Padre Eterno dal­l’Universo disse: perbacco è tutto merito di bacco e con gran­de meraviglia se ne beveva una bottiglia; il bis non gli fu con­cesso, altrimenti avrebbe bevuto ancora adesso. 

Bevevano i nostri padri ? – si! Bevevano I nostre madri ? – si e noi che fi­gli siamo, beviam … beviam… beviamo.

Umberto Ferroni
Da l’APPENNINO 9 settembre  2011