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La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche

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1 agosto – 8 dicembre 2019

Pinacoteca Civica Bruno Molajoli
Fabriano (AN)

Fabriano, per la sua posizione e la sua storia è universalmente riconosciuta come osservatorio speciale e privilegiato sui fatti artistici, a partire dalle Marche ma con impatto ben più vasto. Soprattutto dopo la mostra su Gentile da Fabriano e il prestigioso riconoscimento dell’Unesco, questo suo ruolo può e deve essere promosso con iniziative di qualità, che sappiano valorizzare il territorio anche sul piano internazionale.

In questa ottica si pone la mostra sulla figura e l’attività di Orazio Gentileschi, pittore commovente, caravaggesco elegiaco e limpido, che ha uno speciale focus nel momento fabrianese e marchigiano.

La mostra riunisce i capolavori realizzati tra Ancona (1606-1607), con la sublime Circoncisione e Fabriano (1612-1619), con La Vergine del Rosario oggi nella Pinacoteca Civica, la Visione di Santa Francesca romana oggi a Urbino (Galleria Nazionale delle Marche), l’intensa Maddalena per l’Università dei Cartai, nucleo di una stanza tematica e infine le opere del Duomo e di San Benedetto, contesti ricchissimi che saranno parte integrante del progetto e che riflettono, a gradazioni diverse, la conversione caravaggesca dell’artista.

Tema di grande suggestione quest’ultimo, la cui analisi è qui proposta per la prima volta in relazione alle Marche, terra dove Caravaggio è grande assente in quanto ad opere, se pur documentate, ma presentissimo nel lascito distillato da Gentileschi e compagni.

La mostra, anche grazie a novità di opere e documenti, talora sconcertanti,  allarga l’indagine sul territorio per illuminare incontri, incroci e incidenze dei numerosi artisti che, nel ‘raggio di Caravaggio’, ne hanno diffuso la dirompente novità.

Si riuniscono in questa occasione brani altissimi del filone caravaggesco nelle Marche: da Giovan Francesco Guerrieri ad Alessandro Turchi, da Giovanni Baglione a Mattia Preti, da Valentin de Boulogne a Andrea Commodi, da Bartolomeo Manfredi ad Antiveduto Gramatica, da Giovanni Serodine ad Angelo Caroselli, fino a Carlo Bononi, la cui pala realizzata per il monastero delle clarisse cappuccine ed oggi a Brera, tornerà per la prima volta a Fabriano dopo le spoliazioni napoleoniche del 1811.

maggiori informazioni: eventi.turismo.marche.it

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