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IL TEMA DELLA FEDE NELLA REGOLA DI S. AGOSTINO

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Se uno è fedele, dov’è la fede? Il nome lo sento, ma voglio vedere la sostanza. Sceglietevi quelli da imitare, persone che temano Dio, che entrino con rispetto nella chiesa di Dio, che ascoltino con diligenza la parola di Dio, che la ritengano nella memoria, che la ruminino nel pensiero, che la traducano nella vita. Questi sceglietevi da imitare. E non dite dentro di voi: Dove ne troveremo di tali? Siate tali e ne troverete. Ogni simile si attacca al suo simile. Se vivrai da malvagio, non ti si accosterà se non il malvagio. Comincia a vivere bene, e vedrai quanti compagni ti circonderanno, di quanti fratelli ti potrai compiacere. E nel peggiore dei casi non ne trovi da imitare? Sii tale che altri ti possano imitare (Serm. 228,2).

Il tema che mi è stato affidato, potrebbe essere un tema di esercizi spirituali durante l’anno della fede.

Faccio alcuni richiami , come premessa, al Motu prorio Porta fidei di Benedetto XVI: La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia. Essa rende fecondi, perché allarga il cuore nella speranza e consente di offrire una testimonianza capace di generare: apre, infatti, il cuore e la mente di quanti ascoltano ad accogliere l’invito del Signore di aderire alla sua Parola per diventare suoi discepoli. I credenti, attesta sant’Agostino, “si fortificano credendo”. Il santo Vescovo di Ippona aveva buone ragioni per esprimersi in questo modo. Come sappiamo, la sua vita fu una ricerca continua della bellezza della fede fino a quando il suo cuore non trovò riposo in Dio. I suoi numerosi scritti, nei quali vengono spiegate l’importanza del credere e la verità della fede, permangono fino ai nostri giorni come un patrimonio di ricchezza ineguagliabile e consentono ancora a tante persone in ricerca di Dio di trovare il giusto percorso per accedere alla “porta della fede” (n. 7)

Qualche giorno fa, nell’omelia che il Santo Padre ha tenuto nel Santuario della Madonna di Loreto (4 ottobre 2012), esaltando la Madonna proclamata beata perché ha creduto, così ha detto:  il Verbo si è fatto carne, e Maria, la serva del Signore, è il canale privilegiato attraverso il quale Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr Gv 1,14). Maria ha offerto la propria carne, ha messo tutta se stessa a disposizione della volontà di Dio, diventando «luogo» della sua presenza, «luogo» in cui dimora il Figlio di Dio…  La volontà di Maria coincide con la volontà del Figlio nell’unico progetto di amore del Padre e in lei si uniscono cielo e terra, Dio creatore e la sua creatura. Dio diventa uomo, Maria si fa «casa vivente» del Signore, tempio dove abita l’Altissimo. Il Beato Giovanni XXIII cinquant’anni fa, qui a Loreto, invitava a contemplare questo mistero, a «riflettere su quel congiungimento del cielo con la terra, che è lo scopo dell’Incarnazione e della Redenzione», e continuava affermando che lo stesso Concilio aveva come scopo di estendere sempre più il raggio benefico dell’Incarnazione e Redenzione di Cristo in tutte le forme della vita sociale (cfr AAS 54 [1962], 724). E’ un invito che risuona oggi con particolare forza. Nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere. Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna. Ma il dimorare del Figlio di Dio nella «casa vivente», nel tempio, che è Maria, ci porta ad un altro pensiero: dove abita Dio, dobbiamo riconoscere che tutti siamo «a casa»; dove abita Cristo, i suoi fratelli e le sue sorelle non sono più stranieri. Maria, che è madre di Cristo è anche nostra madre, ci apre la porta della sua Casa, ci guida ad entrare nella volontà del suo Figlio.