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Il dubbio che sempre accompagna la fede…

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Riflessioni del Papa espresse alla comunità di Villa Nazareth in occasione del 70.mo dalla sua fondazione. La struttura creata nel 1946 per accogliere orfani e figli di famiglie numerose, oggi ospita studenti meritevoli ma in situazioni di disagio economico. Francesco ha pregato con la comunità e risposto a braccio ad alcune domande.

E che il Signore ci liberi dai briganti – ce ne sono tanti – ci liberi dai sacerdoti di fretta o che vanno in fretta, sempre, non hanno tempo di ascoltare, di vedere, devono fare le loro cose… Ci liberi dai dottori che vogliono presentare la fede di Gesù Cristo con una rigidità matematica e ci insegni a fermarci e ci insegni quella saggezza del Vangelo: sporcarsi le mani. Che il Signore ci dia questa grazia.

 

Lo schiaffo è una bella testimonianza quotidiana. Siamo uomini e donne parcheggiati nella vita”. Come possiamo ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro, di slanci del cuore per affrontare sfide educative e affettive? Chi non rischia non cammina. Ma se sbaglio? Ma, benedetto il Signore! Sbaglierai di più se tu rimani fermo, ferma: quello è lo sbaglio, lo sbaglio brutto, la chiusura. Rischia. E’ molto triste vedere vite parcheggiate, è molto triste vedere persone che sembrano più mummie da museo che esseri viventi.

 

C’è il martirio di tutti i giorni, quando tu vai… Il martirio dell’onestà, il martirio della pazienza… Il martirio della pazienza: nell’educazione dei figli, il martirio della fedeltà all’amore

 

Un cristiano che non abbia sentito questo, alcune volte, per cui la fede non sia entrata in crisi, gli manca qualcosa: è un cristiano che si accontenta con un po’ di mondanità e così va avanti nella vita.

 

Oggi, dobbiamo fare tanto lavoro per distinguere i santi da quelli che si truccano per apparire come santi. Tanti cristiani truccati che non sono cristiani, perché non sanno di gratuità. Vivono altrimenti.

 

Una Chiesa a porte chiuse significa che quella comunità cristiana ha il cuore chiuso, è rinchiusa in se stessa. E noi dobbiamo riprendere il senso dell’accoglienza.

 

Non dimenticatevi di accarezzarvi: la carezza è uno dei linguaggi più sacri nel matrimonio. Le carezze: ti voglio tanto, ti amo… le carezze: matrimoni che sono capaci di accarezzarsi, di volersi con il corpo, con tutto, sempre… Le carezze… Credo che con questo si potrà mantenere quella forza del Sacramento, perché anche il Signore accarezza con tanta tenerezza la sua sposa, la Chiesa.

fonte: http://www.news.va (Radio Vaticana) 18 giugno 2016