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Giovanni Santi “Da poi… me dette alla mirabil arte de pictura” Fino al 17 Marzo 2019 a Palazzo Ducale, Urbino

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Gli ultimi decenni del Quattrocento a Urbino, dopo la morte di Federico da Montefeltro (1482), non hanno goduto di particolare attenzione da parte della storiografia artistica. Così Giovanni Santi, personaggio di grande interesse, sicuro protagonista della scena urbinate in quegli anni (perlomeno fino al 1494, anno della precoce scomparsa), è noto quasi esclusivamente per essere stato il padre di Raffaello.

Il Santi fu certamente segnato nei secoli dall’impietoso giudizio del Vasari: “pittore non molto eccellente, anzi non pur mediocre in questa arte”, giudizio cui poche ma significative voci si opposero nel tempo. E oggi l’artista urbinate, dopo gli studi fondamentali di Ranieri Varese, rimane comunque scarsamente indagato, sia per quanto riguarda la sua produzione pittorica che per il suo ruolo di catalizzatore della vita culturale e sociale della città e della corte.

La bottega del Santi sembra essere stato l’unico grande centro di produzione artistica a Urbino nell’ultimo Quattrocento. Ne dimostra l’importanza il fatto che lo stile santiano influenzò profondamente tutta la successiva produzione di un esteso territorio, dall’Appenino al mare. Ma l’atelier di Pian di Mercato fu soprattutto centro di incontro e di collegamento fra gli artisti, come Piero della Francesca o Melozzo da Forlì, che frequentarono la corte feltresca (Piero è documentato ospite del Santi nel 1468).

La mostra si propone quindi di fare luce sulla poliedrica personalità di Giovanni Santi attraverso l’analisi serrata delle sue opere più significative, approfondendone gli aspetti documentari e storici e, per la prima volta, analizzando scientificamente gli aspetti tecnici e materici. Accanto alle opere di Giovanni Santi, un nucleo comprendente la quasi totalità delle opere mobili presenti in loco, più alcuni esempi di grande impatto oggi conservati altrove (Budapest, New York, Vaticano), sono esposti per rendere visualmente la rete delle relazioni e delle reciproche interferenze artistiche, come alcuni dipinti esemplari dei contemporanei Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Giusto di Gand, Pedro Berruguete, Perugino.

fonte e maggiori informazioni:

eventi.turismo.marche.it

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