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Giacomo Leopardi – Preghiere

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Preghiere per varie circostanze  composte da GIACOMO LEOPARDI nella sua fanciullezza.
a cura di Mario Verducci, Centro Nazionale di Studi Leopardiani N°12, 1998

ESERCIZI QUOTIDIANI DI DEVOZIONE

Signore Gesù, una sola cosa ti ho chiesto e questo io cerco: ch’io possa morire con la morte dei santi  e la mia sorte sia simile alla loro; e che io possa abitare per sempre nella tua casa. O Gesù mio riposo e sovrabbondante ricompensa e centro della mia anima. Desidero ardentemente di essere liberato da questo corpo per  stare con te. Quando potrò finalmente comparire alla tua presenza?

USCENDO DI CASA

Signore Gesù, che sei via, verità e vita, dirigi il mio cammino verso di te e non permettere che io segua le orme dei superbi. Mantieni saldi i miei passi  sulla tua strada. Mostrami i tuoi sentieri, perché tu sei la mia salvezza. Seguendo, camminerò sulla via della pace.

ENTRANDO IN CHIESA

Signore Dio! Fiducioso nella tua grande misericordia entro nella tua casa e mi prostro nel tuo santo tempio per adorarti; del tuo tempio come si conviene, avrò sommo rispetto. O Gesù misericordioso mostrami la tua gloria in questo santo luogo: ascolta, o Signore, la voce della mia preghiera, quand o t’invoco e qui ritorno a chiederti aiuto. Tu che sei tre volte santo, sii benedetto in eterno.

PER CUSTODIRE IL CUORE CONTRO LE LUSINGHE DEL MONDO

Signore, tu sai che  i nemici mi prendono in giro, ma essi ignorano la tua Legge. Tutti intenti alle cose della terra, solo di queste parlano; perché la lingua dice quello che uno ha in cuore. Fammi più giustizia, difendi la mia causa contro i disonesti, liberami dai malvagi e dai falsa; scampami dalla prepotenza  dei gigli delle tenebre, che parlano di cose vane e compiono iniquità. Custodisci la mia bocca, perché il mio cuore non si pieghi al male, e fa che la mia mente, apprezzando le cose terrene non più di quello che meritano, sia attratta dalle cose del cielo e per esse viva. Così  potrò sempre piacerti e compiere la tua volontà.

ASPIRAZIONI PRIMA DELLO STUDIO

Signore Gesù, che illumini ogni creatura che viene nel mondo, concedimi il dono dell’intelligenza, perché io non mi allontani mai dalla tua verità. O Dio, tu che sai tutto e insegni all’uomo la vera sapienza, fammi conoscere i tuoi voleri, con fervore ti prego: che il tuo amore infiammi il mio sapere, affinché nella mia vita io possa procurare la tua gloria e il bene di tutti.

PRIMA DI QUALSIASI AZIONE O ESERCIZIO

Gesù, che hai fatto ogni cosa per i tuoi fini ed hai creato anche me per la tua gloria, per la tua gloria io intendo cominciare, continuare e terminare questa azione, unendomi all’intenzione che animava il tuo agire quando eri in questo mondo, e dichiaro di volerla  rinnovare ad ogni respiro. O Dio, che vedi e governi tutte le cose, guida e benedici l’opera delle mie mani, salvami  con la tua onnipotenza. I miei pensieri e le mie azioni siano dirette a compiere i tuoi disegni.

DINANZI ALL’IMMAGINE DEL CROCIFISSO

O Gesù, davvero tu ami la mia anima. Tu sei stato torchiato dal dolore ed hai sofferto in nostra vece tante angosce. Tutti i tuoi amici ti hanno abbandonato; ed io sono ancora capace di disinteressarmi di te che sei stato crocifisso per m? chi mi darà la forza di morire per te, come vorrei? Mirando te coperto di piaghe non voglio più vivere negli agi. Insegnami, o Gesù abbandonato, a disprezzare i piaceri della terra e a non riporre la mia fiducia  nei potenti né  in alcuna creatura che non può procurare salvezza. O Gesù, torturato con i flagelli, coronato di spine, trafitto dai chiodi e confitto al patibolo, saziato di scherni, condannato ad una morte infame, quando io, peccatore incallito, proverò finalmente a fare quello che mi piace vivendo secondo la carne, schiavo della lussuria, della gola e della superbia? Quando crocifiggerò i vizi della mia carne, rivivendo nel mio corpo la tua morte? quando imparerò ad essere mite ed umile di cuore come Te?  O Gesù, tutto questo sinceramente vorrei, ma non ci riesco dammi la capacità di fare quel che a te piace. O buon Gesù, che sei stato crocifisso per me, abbi pietà di me peccatore e salvami tu, che sei la sorgente della pietà. Sii tu benedetto e da tutti in eterno lodato.

UNIFORMITÀ ALLA VOLONTÀ DIVINA

Gesù clementissimo, fa’ di me quello che ti piace. Fidando nel tuo aiuto, mi dichiaro pronto ad accettare dalle tue mani con umiltà e devozione, anzi con gioia e gratitudine, il bene e il male, la prosperità e l’avversità, le consolazioni e le prove. Soltanto per una cosa ti chiedo certezza, come del resto tu vuoi: per quel che riguarda la mia eterna salvezza. Fammi pure soffrire qualsiasi male, purché mi liberi dal peccato. Privami di ogni bene, ma non della tua grazia, toglimi tutto. Ma non Te stesso. Sii mio nel tempo e nell’eternità. E così sia.

ALL’ANGELO CUSTODE

Angelo Custode, ti prego, veglia su di me; liberami da ogni pericolo; presentami a Maria santissima, perché Ella si ricordi di me presso il suo divin Figlio. Io temo assai per i miei peccati; ma se la Madre di Dio intercede per me spero di salvarmi. Più conosco  la mia debolezza, più cresce in me la fiducia nella misericordiosa bontà del mio Signore, che per me è morto in Croce e ha cancellato col suo sangue il terribile decreto di morte, soddisfacendo per me alla divina giustizia ed aprendo a tutti le porte del cielo. Amen.

PREGHIERA PER ADEMPIERE LA VOLONTÀ DI DIO

Benignissimo Gesù, concedimi che la tua grazia sia sempre con me ed agisca in me fino alla morte. Fa’ che io desideri e cerchi quello che più ti piace ed aggrada. La tua volontà sia anche la mia, e la mia segua sempre la tua e con essa totalmente concordi la mia volontà.


La lettura di questi testi evidenzia la presenza dei contenuti biblici delle preghiere infantili composte e probabilmente recitate nelle varie circostanze da i fratelli Leopardi; in particolare la frequenza del riferimento ai salmi. Abbiamo qui un chiaro segno della preferenza da loro accordata a questo libro biblico; preferenza  che è da considerarsi all’origine del tentativo di traduzione del Salmo 46 (47) in sette lingue da parte di entrambi e del Salmo 132 (133)  in quattro lingue da parte di Giacomo, della  citazione assidua di vari Salmi  negli scritti giovanili, nonché del tentativo critico espresso nel Parere sopra il Salterio ebraico dello stesso Giacomo.  In definitiva anche questo documento, di nessun conto dal punto di vista degli studi puerili e dei gusti del grande Recanatese e, particolarmente della sua sensibilità e formazione religiosa.

Mario Verducci

Recanati, 29 giugno 1998, bicentenario leopardiano