Domenico Giuliotti – pensieri spirituali

Sembra che i cattolici(tranne i santi) non abbiano ancora capito, dopo venti secoli di cristianesimo, questa cosa evidente: che Dio vuol farci Dei, e che l’Incarnazione è avvenuta unicamente per questo.

Come dire l’ave Maria senza cadere in estasi? Ma come cadere in estasi, se macchine? Essere nella Chiesa e starci non solo senza amarla, ma perfino senza conoscerla! Ecco la condizione d’un gran numero di gente, che pure ha ricevuto il battesimo.

Dalla fede la speranza. Dalla speranza l’amore, dall’amore la preghiera: e questa, onnipotente. Ma quanti cattolici-fonografi!Se pregano, pregano senza ardore, senza intelligenza, senz’anima.Labbra che si muovono, voci che risuonano, macchine.

Domenico Giuliotti (San Casciano in Val di Pesa, 18 febbraio 1877 – Greve in Chianti, 12 gennaio 1956) è stato uno scrittore italiano.
Nacque a Luciana, una località nel comune di San Casciano in Val di Pesa ed esordì con un libro di versi, Ombre d’un’ombra (Città di Castello 1910). Nel 1913 fonda a Siena, insieme a Federigo Tozzi, la rivista “La Torre” , di matrice cattolica. Nel 1920 pubblica L’ora di Barabba la sua opera forse più celebre.

Altre opere di varia prosa e di saggistica di Giuliotti sono: Tizzi e fiamme (Firenze 1925), Polvere dell’esilio (ivi 1929, poi 1951), San Francesco (ivi 1932), Il ponte sul mondo (Torino 1932), Le due luci: santità e poesia (ivi 1933), Il merlo sulla forca: Francesco Villon (Firenze 1934), Pensieri di un malpensante (ivi 1936), Jacopone da Todi (ivi 1939, un personaggio che egli sentiva, per il suo radicalismo, molto vicino a sé, e che definì “lupo cristiano”), Penne, pennelli, scalpelli (ivi 1942), Nuovi pensieri di un malpensante (Pisa 1947), Calendottobre (Monza 1952).

Domenico Giuliotti morì a 79 anni d’età; pochi mesi dopo di lui scomparve pure l’amico Giovanni Papini, più giovane di lui di quattro anni.

Postumi vennero pubblicati Il malpensante. Pagine di fede, di lotta e d’amore (Firenze 1957, a cura di Piero Bargellini) e Amare e credere (Vicenza 1977); inoltre gli epistolari Lettere agli amici (Vicenza 1980) e il Carteggio 1913-1917 con Papini (Roma 1984, a cura di N. Vian, con prefazione di Carlo Bo).

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