Gesù Cristo è la via principale della chiesa. Egli stesso è la nostra via “alla casa del Padre”, ed è anche la via a ciascun uomo. Su questa via che conduce da Cristo all’uomo, su questa via sulla quale Cristo si unisce ad ogni uomo, la chiesa non può essere fermata da nessuno.

Questa è l’esigenza del bene temporale e del bene eterno dell’uomo. La chiesa, per riguardo a Cristo ed in ragione di quel mistero che costituisce la vita della chiesa stessa, non può rimanere insensibile a tutto ciò che serve al vero bene dell’uomo, così come non può rimanere indifferente a ciò che lo minaccia.

Il concilio Vaticano II, in diversi passi dei suoi documenti, ha espresso questa fondamentale sollecitudine della chiesa, affinché “la vita nel mondo sia più conforme all’eminente dignità dell’uomo” in tutti i suoi aspetti, per renderla “sempre più umana”. Questa è la sollecitudine di Cristo stesso, il buon pastore di tutti gli uomini. In nome di tale sollecitudine – come leggiamo nella costituzione pastorale del concilio – “la chiesa, che in ragione del suo ufficio e della sua competenza, in nessuna maniera si confonde con la comunità politica e non è legata ad alcun sistema politico, è insieme il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana”.

(Redemptor hominis, n. 13a)