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Charles Péguy, Buon Riposo

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O notte… Per mezzo tuo ottengo talvolta che l’uomo desista. E che l’uomo rinunci. E che l’uomo si rilassi. E che taccia, soprattutto, che taccia, non finisce mai di parlare… E che smetta di pensare… Creatura dalla nuca rigida… Quello che in un perpetuo irrigidirsi porta avanti una perpetua emicrania. Non mi piace, dice Dio, quello che pensa e si tormenta e si preoccupa e porta avanti un’emicrania perpetua… E ha le sopracciglia aggrottate perpetuamente. Come uno segretamente infelice… O notte tu ottieni talvolta il desistere di questo disgraziato. E che si distenda. È tutto quello che chiedo loro.

Che non agiti un’onda perpetua nella sua testa, un oceano d’inquietudine. Cos’è mai quello che chiedo loro? Che chiudano un poco gli occhi… Che depongano le armi infinite, quei poveri figlioli, che non stiano più in guardia contro di me. Che dormano… Senza prevedere, senza calcolare, ecco cosa chiedo loro, non è poi difficile…

(Pèguy C., «Il mistero dei santi innocenti», Jaka Book 1979, pp. 39-40).