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Arturo Capodaglio

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“Avvertirò subito, per evitare al lettore ogni possibile delusione, e per non fargli perdere un sia pur minimo ritaglio di tempo, che io non accennero neanche alla produzione del pittore recanatese Lorenzo Gigli, relativa al periodo qui in esame; non ne ho la necessaria informazione, e non ne avrei, per altro, la specifica competenza. Mi preme invece sottolineare subito, per mia istintiva ed urgente volonta e anche per desiderio di chi gli e stato cosi a lungo e intensamente vicino, l’impasto miracoloso d’affetto e d’interesse storico-culturale, che vivifica queste pagine di Arturo Capodaglio, recanatese del sasso, trapiantatosi in quel di Soleto, nel remoto, periferico Salento, per ragioni professionali; ed ivi felicemente sposatosi con quella che fu sempre la stretta e fedele compagna della sua vita, rivelatasi infine 1’appoggio e il conforto piu sicuro quando la stagione decline verso l’inverno.

A Soleto io lo conobbi e gli divenni amico; io fresco di Normale di Pisa ed entusiasticamente intriso di spiriti leopardiani (m’ero appena laureate sul Leopardi con Luigi Russo); lui fresco vincitore di concorso per la condotta consorziale (veterinaria) del Comune. E naturalmente, Leopardi e Recanati furono pronubi della schietta amicizia nascente. Ma non voglio qui ripetere i modi e i tempi di un’affettuosa vicenda durata con maggiore o minore intensita, mezzo secolo esatto; le nostre discussion! sul grande poeta recanatese, i nostri discorsi d’arte e di cultura, le passeggiate con gli amici di paese sotto l’occhio ridente della luna…Li ho gia rievocati, questi ricordi di giovinezza ormai lontana, nella “Premessa” al suo libriccino postumo su Dino Campana, “Un’idea di poetica” (Galatina, Congedo Editore, 1991). II suo diuturno impegno su un poeta come Dino Campana rivela gia di per se la ricchezza culturale che s’incarnava nella sua personalita; mentre non tralasciava affatto d’occuparsi nel modo piu fruttuoso e cospicuo della sua specifica professione, alia quale contemporaneamente dedicava non solo la pratica della sua attivita quotidiana e abituale, ma l’attenzione rigorosamente scientifica, tangibile nei suoi specifici contributi, preziosi di chiarimenti, di precisazioni, sottoposti alia pubblica riflessione e molto apprezzati dagli addetti ai lavori.

Ecco: se si dicesse che gli interessi derivanti dalla cultura umanistica rappresentavano per lui come una sorta d’evasione dal suo specifico mondo professionale, si recherebbe offesa alia verita dei fatti. Arturo Capodagliosvolgeva con la stessa passione e con la stessa totale dedizione i quesiti postigli dal procedere nelgi itinerari umanistici e quelli emergenti dal concrete della sua attività nell’ambito della pratica veterinaria. Nell’un campo e nell’altro portava ed esercitava l’estrema serieta del suo impegno umano. Certo: la scienza lo incuriosiva e ne inchiodava la fredda, analitica attenzione; ma la poesia, l’arte, la letteratura gli riscaldavano il sangue, ne esaltavano la passione, e ne eccitavano la vitalita culturale con la problematicita del dubbio e della storia.

II libretto postumo su Dino Campana rivela magnificamente la complessita della sua problematica; la dove la poesia, i fatti letterari, la filosofia e 1’arte (la storia dell’arte) concorrono insieme al nucleo interpretative . E credo che queste pagine sul pittore Lorenzo Gigli nascano, nelle loro strutture profonde, da questo metodo e da questa passione.

Ma non solo. Occorre almeno aggiungervi – senza nulla togliere all’amorevole, tenera sua fedelta al paesino d’adozione del suo Salento, dal bellissimo campanile la coscienza – del legame profondo con la “sempre cara” sua Recanati, rimasta costantemente come il segnacolo di una precisa ed amata civilta delle lettere e delle arti. Ne sono affidabile, sicuro documento anche queste amabili pagine sul pittore Lorenzo Gigli, di Recanati.”

Mario Marti

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