A Recanati visse Antonio Bravi (1813-1896), rara figura di intellettuale di origine contadina assai eclettico, che si occupò tra l’altro di meteorologia. Autore di vari manoscritti conservati tutti nella biblioteca “Clemente Benedettucci” di Recanati, è noto soprattutto per un’autobiografia che ha mosso l’interesse di una studiosa assai valente, Paola Magnarelli, anche lei recanatese. La nostra concittadina aveva già presentato il personaggio in un saggio dal titolo La vita difficile di un intellettuale “piccolo borghese” nella Recanati di metà Ottocento, e il suo memoriale in un secondo saggio, Il bozzolo della scrittura. Un’autobiografia ottocentesca, prima di pervenire a pubblicare l’autobiografia in un volume di ampio respiro in cui felicemente ricostruisce il romanzo di formazione di questo piccolo borghese che, scrive a Recanati negli anni di Giacomo Leopardi.

Basterà accostarsi al libro, o anche solo scorrerlo rapidamente per accorgersi di quale, competenza, estensione e orientamento Paola Magnarelli sappia, disporre attorno alla descrizione della personalità di Antonio Bravi. L’invito alla lettura dell’autobiografia offre anche al lettore che non sia frequentatore di archivi bibliotecari l’occasione per conoscere vita,, interessi e pensieri di un uomo non famoso né nobile, ma osservatore; instancabile e annotatore indefesso di ogni cosa entro uno spettro tematico che va dall’aspirazione ideale più romantica all’osservazione scientifica, dall’adesione a una garbata palingenesi patriottica al diario intimo e alla cura familiare.